Una guida semplice e concisa ai principi della certificazione ambientale del sistema ITACA

l protocollo ITACA è uno strumento di valutazione del livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici. Questo vuol dire che è uno strumento che permette di verificare le prestazioni di un edificio non solo riferendosi ai consumi e all’efficienza energetica ma anche tenendo presenti fattori più ampi e complessi come l’impatto che la costruzione può avere sull’ambiente e sulla salute dell’uomo in ogni sua fase di vita. Dalla progettazione, fino allo smaltimento degli scarti di demolizione, passando attraverso una vita utile.

Contemporaneo by Margaritelli

 

Seppure in Italia la certificazione di sostenibilità non sia obbligatoria (attenzione: non va confusa con quella energetica, di cui abbiamo parlato qui) l’ente certificatore ITACA (Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) è un sistema di controllo che fornisce dei metodi e dei parametri di valutazioni riconosciuti a livello nazionale ed è facilmente aggiornabile all’evoluzione del quadro di riferimento legislativo e normativo. Come dimostra la pubblicazione della nuova prassi di riferimento, corretta nel giugno 2016, derivata dalla necessità di adeguare lo strumento ai nuovi decreti relativi alla certificazione energetica.

Contemporaneo Veranda by Carlo Carossio

 

1. A cosa serve
Il protocollo ITACA è stato adottato da numerose regioni e amministrazioni comunali che spesso utilizzano la certificazione come criterio base per accedere a eventuali contributi, incentivi e bonus volumetrici ed economici al fine di promuovere la sostenibilità edilizia. Spesso il protocollo è stato “personalizzato” dalle regioni per contestualizzarlo alle realtà locali (normative di riferimento e caratteristiche ambientali). Questo ha comportato, in alcuni casi, la variazione del nome del protocollo anche se la metodologia e i requisiti tecnico-scientifici rimangono comuni a livello nazionale.

 

2. La struttura del protocollo ITACA
Esistono vari protocolli ITACA che differiscono tra loro per le diverse destinazioni d’uso degli edifici: residenziale, per uffici, per centri commerciali e per edifici industriali. Riguardano sia le nuove costruzioni che il recupero di edifici esistenti. In ognuno di questi protocolli sono presenti differenti aree di valutazione:

  • Qualità del sito
  • Consumo di risorse
  • Carichi ambientali
  • Qualità ambientale indoor
  • Qualità del servizio

Ogni area di valutazione ha al suo interno differenti categorie che sono suddivise a loro volta in criteri. Ad ogni singolo criterio è associato un punteggio che concorre alla valutazione finale delle prestazioni ambientali dell’edificio.

 

Contemporaneo Portico by Tecneas - Integrated Building Design

 

3. I criteri e il punteggio finale
Per misurare il livello di sostenibilità di un edificio, bisogna individuare i parametri di valutazione, i relativi indicatori e il loro peso. Per questo motivo a ogni criterio è associata una scheda in cui vengono definiti differenti fattori tra cui, ad esempio:

  • L’esigenza (obiettivo di qualità ambientale che si intende perseguire)
  • L’indicatore di prestazione (parametro utilizzato per valutare il livello di performance dell’edificio rispetto al criterio di valutazione; può essere di tipo quantitativo o qualitativo, l’ultimo viene descritto sotto forma di scenari)
  • Peso del criterio (grado d’importanza assegnato al criterio rispetto all’intero strumento di valutazione)

Alla fine del complesso processo di valutazione e peso dei criteri ad ogni criterio viene dato un valore che va da -1 (che rappresenta una prestazione inferiore allo standard e alla pratica corrente) a +5 (che rappresenta una prestazione considerevolmente avanzata rispetto alla migliore pratica corrente, di livello sperimentale)

 

Anni '50 Studio by The Container Store

 

4. Come si ottiene la certificazione ITACA
Per la valutazione degli edifici secondo il protocollo è possibile consultare sul sito ufficiale ITACAil software di calcolo gratuito che permette, secondo i principi sopra accennati, di valutare l’edificio. In questo modo è possibile per tutti i professionisti fare una prima autovalutazione sul progetto, che verrà in un secondo momento analizzata e validata dall’Organismo di Certificazione.

 

In Montagna by EXiT architetti associati

 

5. UNI/PdR 13.0:2015
Le finalità di questo sistema di certificazione ambientale sono ottime nell’ottica di una promozione dello sviluppo sostenibile nazionale, nel campo edilizio.
Purtroppo, ad oggi, la frammentarietà regionale ha portato a risultati, spesso, non confrontabili tra loro. La speranza è che la nuova prassi – di cui si è accennato prima, la UNI/PdR13:2015 – divenga presto lo strumento di riferimento nazionale anche per tutte le regioni, così da rendere omogeneo, su tutto il territorio nazionale, il sistema di valutazione e certificazione.

 

scritto da:
Houzz Italia Contributor. Sono un architetto e mi piace progettare evitando ogni tipo di spreco, riutilizzando e riciclando i materiali per adattarli a nuovi usi.

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